Pietanze Tradizionali e Tavolate

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Pietanze e Tavolate

 

 

Pietanze tradizionali (2007) (foto Monteparano.com)

 

A Monteparano la festa di San Giuseppe è molto sentita e affinché possa avere una buona riuscita è necessario l'impegno di tutto il paese, ma soprattutto di coloro che abitano nelle vie in cui s'innalzerà l'altare all'amato Santo.
Oltre a preparare l'altare che generalmente viene fatto negli ultimi giorni ed è composto da sette gradini che simboleggiano i sette sacramenti, attenzione e particolare cura si pone alle pietanze che saranno poi servite durante il pranzo dei Santi ("tavolata"), che si terrà il 19 marzo, giorno della festa. La prima pietanza che si prepara è la pasta fresca per la massa
.
Poi ci sono i "vermiciedd
i", fatti dallo stesso impasto della massa, sono dei piccoli semini fatti interamente a mano. E' il turno delle "carteddate", ricavate da farina bianca, uova intere, garofano e cannella. Si stende una sfoglia dalla quale si ricavano le tipiche nocche di questi dolci che poi saranno fritte, passate nel miele e spolverate di zucchero a velo.
Altre pietanze sono: l'insalata, condita con sale pepe olio e aceto;
l'arancia che è tagliata a fette con l'intera buccia e condita col pepe;
le fave bianche, purea di fave sbattute con olio crudo guarnite con alici salate e spolverizzate con pepe e garofano;
zuppa di ceci, conditi con olio crudo e pepe;
cavolfiori, lessi e, successivamente, cotti con olio e pepe;
cavolfiori fritti, lessi e, successivamente, fritti a piccoli pezzi dopo essere passati nella pastella;
baccalà al sugo, sfritto con aglio e olio e cotto nella passata di pomodoro;
baccalà fritto, in una pastella di farina e acqua;
"lampasciuni" (specie di cipolline selvatiche) al sugo, lessi poi cotti nel sugo e conditi con pepe e garofano;
"lampasciuni" fritti,lessi e successivamente fritti in una pastella di farina e acqua;
riso e cozze, lesso, condito con cozze crude, olio di S. Giuseppe, pepe, garofano e cannella
"menzazita", che è l'unica pasta di produzione industriale presente nella tavolata. Si condisce con miele bollito con acqua e zucchero ed una spolverata di mollica di pane soffritta nell'olio.
Otto giorni prima viene accesa una pentola con l'olio speziato, che servirà a condire tutte le pietanze, si lascerà bollire a fuoco lento ininterrottamente giorno e notte fino al giorno della vigilia quando saranno preparate le ultime pietanze, cioè la "massa" e i vermicelli "vermicieddi".

 

LA TAVOLATA DEI SANTI

Tavolata del 19 marzo: i Santi assaggiano i piatti devozionali, Festa 2005  (foto Monteparano.com)
 
E' il momento culminante e finale della festa tradizionale. Si celebra la mattina del 19 marzo, dopo la benedizione del pane. A questo banchetto partecipano cinque commensali, che rappresentano la Sacra Famiglia, Sant'Anna e San Gioacchino.
Con il loro assaggio santificano e onorano il cibo che poi sarà distribuito a tutta la popolazione una volta ultimato il pranzo. Anche il pane verrà distribuito alla popolazione, insieme alla "massa" e alle "carteddate"  alla fine della tavolata.

IL RITO DEI FALO'

Il rito del falò, che purtroppo va lentamente perdendosi a Monteparano, si ritrova sia nel centro urbano di Taranto che nella provincia. Sono molto diffusi i fuochi cerimoniali legati alla festa di San Giuseppe, inseribili nella vasta cultura del fuoco e del sole dell'area mediterranea. La diffusione di queste accensioni cerimoniali fa capire che quei fuochi non servono nè a scaldare, né a cuocere, ma sono segno di festa o di gioia. Il rituale di preparazione del falò mostra che esso è vissuto come festa collettiva. Quando il fuoco raggiungeva un'altezza di circa un metro si svolge il giuoco del salto del fuoco, un rituale forse di buon auspicio e di purificazione, forse di origine fenicia.
 

VIDEO (2008)

 

 

 
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 10-10-08