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IN CAMPAGNA |
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In
questa sezione, tra le altre, abbiamo delle rare foto di una
vendemmia del 1952, ma in realtà l'anno non conta. Sono immagini senza tempo,
perché senza tempo era il lavoro dell'uomo e la sua stanchezza. Il paese sullo sfondo è un'altra immagine fuori dal tempo, tanto
lentamente è andato cambiando. Il volto della contadina è
familiare, oggi può essere la nonna di chiunque, perchè le contadine col viso
arso dal sole si somigliano tutte. La vendemmia era soprattutto al femminile. Le
"femmene" tagliavano
l'uva e la loro "giornata" era faticosa come quella
degli uomini, ma meno remunerata. I copricapi nelle foto non sono
costumi locali, ma solo un necessario e provvidenziale riparo dal sole.
Negli anni '50 si cominciano ad utilizzare i primi autocarri per
il trasporto dell'uva. Il
cassone veniva ricoperto da un telo in plastica impermeabile. In
questo caso si poteva "stumpisciare" più a fondo perché il mosto
prodotto veniva recuperato e non andava perduto. Gli uomini avevano il compito
di trasportare l'uva raccolta in ceste (cofani) fino al limite del
fondo, dove si trovava il mezzo di trasporto, che poteva essere ancora
il vecchio carro a trazione animale (traìnu) sul quale erano poste due
e tre grosse tine. C'era chi pestava leggermente l'uva (stumpisciava)
per ridurne il volume e caricarne una maggiore quantità. Gli "ncufunatori"
trasportavano le ceste sulla spalla, che veniva protetta da una "muscchera". |
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FICHI E CANNIZZI |
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Immagini difficili ormai
da rivedere in diretta ... Tre generazioni, all'ombra di
un albero, in una giornata assolata, all'opera con i
fichi sul tradizionale "cannizzu". Siamo nel 1946, altri
tempi ...! |
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IL PODESTA' |
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Una famiglia in posa tra i
fichi d'India. Lui è Ciro Spinelli, podestà tra il 1940
e il 1942. |
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"LU PAGGHIARU" |
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"Lu pagghiaru",
tradizionale abitazione contadina, in una foto della
fine degli anni '40. |
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