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GIOCHI DI
UNA VOLTA |
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Recuperiamo i vecchi giochi di un
tempo, quelli che i nostri figli non fanno più, forse soltanto
perchè non li conoscono. Sarà anche colpa nostra, non toccava a
noi tramandare queste cose, così come i nostri padri hanno fatto
con noi? Invece abbiamo delegato alla TV, alla Play Station, al
PC il compito di far divertire i nostri figli. E la fantasia, la
creatività, che fine hanno fatto? Eppure sono state le nostre compagne
di vita quando giocavamo ... per strada.
Allora recuperiamo la memoria di questi vecchi giochi. Chissà se, in questo modo,
domani qualcuno, incuriosito, non torni a praticarli.
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Alli quattr'anguli |
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Si giocava in cinque.Si disponevano un componete
per angolo fornmando così un quadrato.. ( lo si faceva sempre
all'angolo sinistro delò portone della chiesa perchè era , è,
delle dimensioni idonee al gioco) e il quinto componente si
metteva al centro. Gli altri quattro iniziavano velocemente a
scambiari di posto andando da un angolo all'altro .. L'intento,
non facile, del componente al centro era di riuscire ad
inserirsi in un angolo prima che questo venisse nuovamente
occupato dagli altri. Quando ci riusciva al centro ci andava chi
aveva perso il suo posto da uno degli angoli. Era divertente.. |
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Ciciru |
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Si giocava in due squadre di qualunque numero,
ovviamente uguale, di partecipanti agguerritissimi più una
"mamma", cioè un conduttore del gioco, con compito di essere
giudice severo e imparziale. Una squadra andava sotto e l'altra
saltava. Uno dei componenti della squadra che andava sotto
prendeva posto chinandosi in avanti, appoggiando le mani sulle
ginocchia della "mamma", che era seduta su un sedile della
piazza, e nascondendo la testa tra le braccia . Gli altri
prendevano posto dietro al primo, in sequenza, chinandosi
anch'essi in avanti, con la testa appoggiata al lato sinistro o
destro del compagno precedente abbracciandolo alle cosce. Si
formava così una fila di schiene, che poteva essere piuttosto
lunga se i partecipanti erano numerosi, pronte a sopportare il
peso dei componenti dell'altra squadra che avrebbero dovuto
saltare tutti addosso ai primi restandovi il tempo stabilito
dalla "mamma". Ovviamente i primi a saltare dovevano
necessariamente andare il più avanti possibile per lasciare il
posto agli altri, per questo motivo si preferiva far saltare
prima i più agili. Quando tutti i componenti della squadra che
saltava si trovavano addosso alla squadra che andava sotto,
mantenendosi in perfetto equilibrio e senza toccare minimamente
terra con i piedi o cadendo, la "mamma" pronunciava la fatidica
frase "dritti dritti comu a 'nu 'zzippru!" e allora dovevano
ergersi dritti con il busto sollevando bene in alto le braccia e
mantenere la posizione senza cadere fintanto che la "mamma",
soddisfatta della prova, non la decretava conclusa assegnando la
"pignata" (così si chiamava il punto). Quando anche un solo
elemento della squadra dei saltatori cadeva perdendo
l'equilibrio o semplicemente toccava terra con un piede, allora
andavano sotto e a saltare si cimentava l'altra squadra. Era un
gioco da "maschi" che si svolgeva spesso "'mmienzu alla chiazza"
che richiedeva prestanza fisica, forza ed agilità. Giocando si
faceva palestra. Spesso qualcuno della squadra di sotto, non
sopportando il peso, "scunucchiava" e allora andavano tutti a
terra tra l'ilarità generale. Io, che ero molto grosso, per
volere di tutti facevo sempre la "mamma", mi dicevano che ero un
buon giudice, ma nessuno mi toglie dalla testa che in realtà
temessero di avermi addosso! (Peccato, chissà quante "pignate"
avrei potuto far vincere!) |
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Libbra |
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Il classico gioco del nascondino. Chi stava al
palo "punneva". Gli altri si nascondevano e poi cercavano di
liberarsi. L'ultimo che non riusciva a liberarsi era costretto a
"pònnere" nella mano successiva. Il gioco si faceva all'aperto,
per le strade del paese che, all'epoca, erano particolarmente, e
favorevolmente, buie. Nascevano spesso controversie su chi, al
termine di una corsa frenetica aveva toccato per primo il muro
("lu pareti"). Tali controversie portavano molte volte qualche
giocatore ad abbandonare per protesta. Nella zona di "Sobbra'llera",
soprattutto nelle caldi sere d'estate, quando tutte le
abitazioni erano aperte e la gente sedeva fuori a chiacchierare
fino a tarda sera, uno dei posti più ambiti e sicuri dove
nascondersi erano le "bare", in bella mostra in
un'abitazione-bottega di via Varese. Se poi si giocava
direttamente "sobbra'llera", alla fioca luce dell'unica
lampadina posta sull'unico palo all'ingresso, il posto più
ricercato era "la chiantata di favi di vunguli" all'inizio della
discesa. Molti giocatori non ritornavano. |
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Scuppuloni |
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Si giocava con le figurine, quasi sempre dei
calciatori. Esse venivano disposte con le immagini all'insù e
dando uno "schiaffo"accanto alle figurine si doveva cercare di
ribaltarle,il numero delle carte ribaltate venivano vinte. - (2)
Lo "schiaffo" era in realtà uno "scuppulone" battuto con molta
forza sulle soglie delle abitazioni, era quello il luogo dove si
svolgevano queste spendide partite. Più forte era il colpo, più
figurine si ribaltavano e ... più rossa diventava la mano del
"vincitore". I più bravi avevano sempre le mani gonfie. Era una
sofferenza "dolce", perchè allietata dalle tasche stracolme di
figurine. Particolare folkloristico: le partite erano così
avvincenti che si formava anche il pubblico, in quelle
circostanze uscire di casa, per chi ci abitava, diventava
un'impresa e si concludeva con il fatidico "Scè sciucati 'nnanzi
a casa vostra!"
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Mazza e
Mazzieddu |
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Gioco ormai scomparso. Consisteva nel colpire con
un bastone di circa 40-50 cm un bastoncino più piccolo,
appuntito alle due estremità. All'inizio del gioco il "mazziere"
lanciava al volo "lu mazzieddu" colpendolo con la "mazza".
L'altro giocatore, dal punto dove era caduto "lu mazzieddu"
doveva lanciarlo cercando di colpire la "mazza", che era stata
appoggiata al muro. Se la colpiva diventava mazziere. Se invece
non la colpiva, il mazziere aveva la possibilità di fare i
punti. Il bastoncino ("mazzieddu"), che era a terra, veniva
colpito con la "mazza" e fatto roteare in aria, quindi veniva
ricolpito con forza prima che ricadesse a terra. (non ricordo se
quest'operazione si svolgesse una sola volta o tre volte). Alla
fine il mazziere doveva fare una stima della distanza raggiunta,
calcolata sulla base della "mazza" come unità di misura. Il
contendente poteva accettare la sua stima o contestarla. In
questo caso si procedeva alla verifica. Si vinceva al
raggiungimento di un punteggio prefissato. Il gioco è scomparso
nel corso degli anni '70, probabilmente a causa della
sopraggiunta motorizzazione di massa e alla diffusione della
televisione nelle abitazioni. Era un classico gioco all'aria
aperta, adatto agli spazi larghi, ma che spesso veniva giocato
per strada. Sovente un vetro rotto alla finestra o alla porta di
un'abitazione comportava la repentina interruzione della partita
e la scomparsa immediata dei giocatori, sostituiti
immediatamente dall'apparire della proprietaria "danneggiata" e
dalle sue imprecazioni.
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Salvacumpagni |
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Ci si divideva in due squadre e si iniziava a
correre. Quando un componente veniva anche solo toccato da un
avversario si doveva fermare e rimanere immobile fino a quando
un suo compagno di squadra non lo toccava nuovamente., quindi
riprendeva a correre. Il gioco si concledeva quando un intera
squadra non veniva immobilizzata.. ( o quando ci si stancava...,
visto che era un continuo correre. |
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